Chi sono

Enrico
Maddaloni.

Graphic designer freelance specializzato in brand identity e art direction. Nato e cresciuto a Meta di Sorrento — lavoro con le immagini per dire tutto quello che non sono mai riuscito a dire con le parole.

8+
Anni di esperienza
40+
Progetti completati
1
Ciocca di capelli sacrificata
Enrico Maddaloni — Graphic designer, Meta di Sorrento
San Vitaliano, 1997 circa

La storia.

Ciao, sono Enrico.

Sono nato e cresciuto a Meta di Sorrento, un piccolo paese sulla Penisola Sorrentina che vive di turismo, di spiagge e di quella quiete mediterranea che ti entra dentro senza che te ne accorga.

Da bambino ero timido. Tremendamente timido. Quella timidezza non me la sono scrollata di dosso del tutto — la porto ancora con me, anche se negli anni ho imparato a gestirla, a mascherarla quando serve, a trasformarla in qualcosa di utile.

Ho sempre avuto, però, uno spiccato senso creativo. E i due aspetti, la timidezza e la creatività, hanno convissuto fin dall'inizio in modo strano ma complementare.

Me ne accorsi chiaramente una volta, avrò avuto sì e no otto anni. Stavo disegnando un paesaggio notturno e a un certo punto mi resi conto che mancavano sia il pastello nero che quello blu — quelli che mi servivano per colorare il cielo stellato.

Invece di arrendermi, aprii il cassetto della cancelleria, presi in mano un paio di forbici (dalla punta arrotondata, tranquillo Giovanni Muciaccia) e mi tagliai una ciocca di capelli neri. La incollai sopra le casette che avevo disegnato, a fare da cielo.

Ricordo ancora le risate del barbiere. Diceva di non avermi mai visto con un taglio così. In realtà mi importava eccome — ma il risultato mi aveva reso fiero, e questo contava di più.

Te l'ho raccontata perché questa storia dice qualcosa di preciso su come sono fatto: quando non ho gli strumenti giusti, ne trovo altri. Quando non riesco a dire una cosa, trovo un altro modo per esprimerla.

Sono ancora quel bambino timido e insicuro, che fa fatica a esternare quello che sente. Ma ho trovato il mio modo di farlo.

Faccio il grafico per questo. Per avere la possibilità di dire, attraverso le immagini, tutto quello che non sono mai riuscito a dire con le parole.

E secondo me è una motivazione molto più solida di chi lo fa per passione, per vocazione, o per qualsiasi altra risposta già pronta.

Il mio percorso.

Ho iniziato in agenzia, imparando dai migliori e dai peggiori — entrambi fondamentali, per ragioni diverse. Nel tempo ho lavorato con clienti grandi e piccoli, locali e meno locali, costruendo un metodo preciso su come un brand dovrebbe nascere e crescere.

Ad ottobre 2025 ho lasciato l'ultimo impiego fisso. Non per coraggio — per noia. Fare il dipendente mi stava stretto come una scarpa di un numero in meno.

Da allora lavoro solo per chi sceglie me — e per progetti che mi convincono davvero.

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Cosa non sono.

Un'agenzia
Non ho un team di 15 persone e riunioni settimanali. Lavori con me, direttamente. È un vantaggio — fidati.
Un tuttofare
Faccio brand identity e art direction. Non faccio siti, video, social management. Chi fa tutto, non fa niente bene.
Economico per forza
Non sono il più economico del mercato. Sono quello che ti fa risparmiare i soldi del rebranding tra tre anni.
Sempre disponibile
Ho dei confini lavorativi. Rispondo entro 24 ore nei giorni feriali. Il weekend esisto anche io.
Un yes-man
Se penso che una tua idea non funzioni, te lo dico. Con rispetto, con dati, con alternative. Ma te lo dico.
Superman
Non posso darti bello + veloce + economico. Chi dice di sì, mente — o ha già subappaltato tutto.

Trovami qui.

Ora che mi conosci,
parliamo di lavoro.
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